"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"
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25 dicembre 2024 Natale

Natale tra le nuvole: da Barcellona a Los Angeles con amore, lasagne e... champagne.

C’è chi festeggia il Natale in famiglia, chi in baita tra la neve, e poi ci siamo noi: due folli genitori in viaggio transatlantico per raggiungere la nostra Isa a Los Angeles. Il nostro Natale 2024 è stato un insieme di pazzia, avventura, bollicine e maglioni natalizi che hanno fatto invidia a tutto l’equipaggio. Ma andiamo con ordine!

La sveglia all'alba (e la corsa in metro)


La nostra giornata è iniziata alle 6 del mattino, con il sottofondo sonnolento del quartiere di Barcellona che ancora dormiva. Con gli zaini pesanti e il cuore pieno di emozione, io e Robi siamo saltati sulla metropolitana alle 7, armati di un entusiasmo da manuale. Destinazione? L’aeroporto, naturalmente! Tra uno sbadiglio e un caffè veloce, abbiamo affrontato i controlli di sicurezza, pronti per il nostro volo delle 10.


Parigi, mon amour... per un’ora


Il primo tratto ci ha portati a Parigi, dove abbiamo avuto giusto il tempo per sgranchirci le gambe e cambiare aereo. La sosta è stata brevissima, ma sufficiente per una breve riflessione: “Questo Natale lo stiamo vivendo in viaggio, ma quanto è bello sapere che alla fine ci sarà Isa ad aspettarci?”. E con questo pensiero ci siamo rimessi in volo, pronti per la lunga traversata verso la California.


Pranzo di Natale a 10.000 metri


Ora, chi l’ha detto che il cibo sugli aerei è triste non ha mai provato il pranzo di Natale in volo! Certo, non aspettatevi il tacchino arrosto della nonna, ma il nostro menù precotto aveva il suo perché: pollo con salsa di "boo!!" e riso, patate dolci e persino un mini dolcetto! Il tutto annaffiato con buon vino francese e, sorpresa delle sorprese, tanto champagne offerto gentilmente dalla compagnia aerea.


Cinema, sudoku e... maglioni cult


Tra un bicchiere e l’altro, abbiamo passato il tempo guardando film e giocando a sudoku. Ma il vero momento clou è stato il successo dei nostri maglioni natalizi. Robi ne indossava uno rosso con tanto di renne e auguri di Natale "Merry Christmas", mentre io ne sfoggiavo uno più classico. Gli altri passeggeri ci guardavano tra l’ammirato e il divertito, riscuotendo tanti complimenti da parte dell' equipaggio. un successone 😂🤣😂🤣.


L’arrivo a Los Angeles: amore e abbracci


Finalmente, dopo 15, ore di viaggio, siamo atterrati a Los Angeles. E lì, proprio oltre i controlli, c’erano Isa e Jonathan ad aspettarci, con sorrisi così grandi da farci dimenticare ogni stanchezza. L’abbraccio di Isa è stato il nostro vero regalo di Natale, mentre Jonathan ci ha accolti con un caloroso “Benvenuti in California!” E non è finita qui. Sorpresa: tornado indietro col fuso orario, ci ritroviamo affamati e pronti per il pranzo di Natale preparato dai nostri ospiti. Le lasagne!!! Isa ha fatto delle lasagne eccezionali, buonissime e fatte con amore. Verdura, dolci e il caffè (nespresso) che Jonathan prepara egregiamente, ci fanno vivere il Natale che neanche nei sogni più belli avremmo pensato di poter trascorrere. È una benedizione.


Un Natale indimenticabile


Passare il Natale tra le nuvole non è stata solo un’esperienza unica, ma anche un ricordo che custodiremo per sempre. Isa, le sue lasagne, e Jonathan ci hanno aperto le porte della loro casa californiana, regalandoci un benvenuto piena di amore, risate e racconti delle loro avventure. Certo, abbiamo rinunciato alla tradizione più "integralista" (fino alle lasagne! ) , ma cosa c’è di più bello che trascorrere il Natale con chi ami, ovunque ti trovi? Questo è il Natale!

E voi, che fareste per raggiungere i vostri cari durante le feste? Noi, dopo quest’anno, risponderemmo senza esitazione: tutto. Anche un pranzo precotto con champagne a 10.000 metri!


24 dicembre 2024. Barcellona: un assaggio di viaggio prima della grande avventura


Ci sono momenti in cui una città che conosci già può sorprendere come se fosse la prima volta. Barcellona, con la sua vitalità unica e il suo mix irresistibile di storia e modernità, ci ha accolti per tre giornate perfette prima di partire per la nostra avventura negli Stati Uniti.

Questi giorni sono stati un mix di relax e "allenamento" per rispolverare tecniche e automatismi. Come? Beh, girovagando! La città catalana è perfetta per perdersi e ritrovarsi, con ogni angolo che sembra voler raccontare una storia diversa.

Dopo la prima giornata che è volata via tra la moltitudine di persone il famoso mercato della Bouqueria e la Cattedrale gotica della Santa Croce e Sant'Eulalia, la seconda è iniziata con una passeggiata tra le ramblas, cuore pulsante della città, per dirigerci verso Montjuïc. Non abbiamo preso funicolari o taxi: volevamo fare "due passi". E che passi! Ogni gradino, ogni curva ci hanno regalato panorami e scorci che solo Barcellona sa offrire. Arrivati al castello di Montjuïc, ci siamo presi un momento per ammirare la vista mozzafiato. Da lì la città si apre in un abbraccio: il porto, le case dall’architettura unica, il mare infinito.

Il castello di Montjuïc, con le sue mura antiche e la sua storia densa di eventi, è un luogo che invita alla riflessione. In passato è stato una fortezza militare e un luogo di difesa, ma oggi è uno spazio culturale che racconta il passato e il presente di Barcellona. Passeggiare sui bastioni, tra il silenzio della pietra e il vento che sale dal mare, è un’esperienza che riporta indietro nel tempo.

Ma Barcellona a dicembre ha un fascino in più: le luminarie natalizie. Passeggiare per le Ramblas, con le luci che ondeggiavano sopra la nostra testa, è stata una vera magia. Ogni strada sembrava vestita a festa, con decorazioni che catturavano lo sguardo e risvegliavano lo spirito natalizio.

Nel pomeriggio, ci siamo addentrati nel Barrio Gótico, uno dei nostri luoghi preferiti. Nonostante lo conoscessimo già, è stato impossibile resistere al fascino delle sue stradine labirintiche, delle piazzette nascoste e dei dettagli che sembravano sempre nuovi. Qui il Natale si sente nell’aria: mercatini  con bancarelle di artigianato e profumo di prodotti locali ci hanno avvolto in un’atmosfera calda e accogliente.

L'ultima giornata è stata dedicata al cantiere senza fine: La Sagrada Familia per i sardi/cagliaritani, SA FABBRICH'E SANT'ANNA! I lavori sono progrediti ma c'è ancora tanto da fare. Il termine è previsto per il 2026; a noi il dubbio che possano riuscirci rimane tutto. Abbiamo girato in lungo e largo, rigorosamente a piedi, godendo di tanti particolari che con la metropolitana o il bus spesso si perdono. 

Barcellona è stata la nostra "pausa attiva", un piccolo assaggio di esplorazione che ci ha ricaricati e preparati per il prossimo capitolo del viaggio. Ora siamo pronti per gli USA, ma con un pezzetto di questa città nel cuore.